Si possono cantare due note insieme?

Ci siamo sempre chiesti se fosse possibile e oggi abbiamo finalmente una conferma audio: è possibile! E’ quella che viene chiamata diplofonia, definibile come un’alterazione del timbro – derivabile da patologie o da un pieno controllo – che porta a produrre particolari effetti acustici che all’ascolto suonano coma una duplicazione della voce.

Questa particolare tecnica non poteva che essere trasferita al canto, dove queste risonanze, create nel tratto tra le corde vocali e la bocca, fanno emergere armonici, prodotti da due o più suoni distinti, che lasciano a bocca aperta l’ascoltatore.

In realtà non è niente di nuovo, dato che storicamente queste pratiche sono state analizzate ed approfondite, seppur con tecniche diverse, in diversi luoghi della Terra, che vanno dalla zona del Tibet – Mongolia fino al Sudafrica, senza dimenticare interessanti esempi che possono essere ritrovati in casa nostra, in Sardegna.

Qui di seguito riportiamo quella che rappresenta attualmente una delle più brave riproduttrici di questa tecnica: Anna Maria Hefele.

E’ nata la lievitazione acustica

Grazie ad un dispositivo realizzato per la prima volta al Politecnico di Zurigo, si sta migliorando sempre più quella che viene definita la lievitazione acustica, tecnologia che permetterà di sfruttare le onde sonore per fare fluttuare in aria piccoli oggetti, sia solidi che liquidi. Grazie alla pressione generata dalle onde sonore, infatti, è possibile opporsi alla forza di gravità.

Esempio di lievitazione acustica all’Argonne National Laboratory (USA).

Questi esperimenti, che potrebbero essere considerati solamente degli inutili giochi di prestigio, rappresentano in realtà un progetto molto interessante per migliorare la sicurezza dell’uomo. In un futuro prossimo, infatti, si proverà a spostare materiale pericoloso – quale i rifiuti tossici e le sostanze radioattive – senza l’azione diretta dell’uomo.

Fonte Focus.it