Vi siete mai chiesti quale sia il colore dell’energia? Ovviamente non si tratta di una domanda con un significato fisico, dato che l’energia, o meglio il Joule, è la descrizione di quello che è il lavoro necessario per eseguire un determinato lavoro, allo stesso modo in cui il metro è il parametro per descrivere le lunghezze.
L = F x s
[ J ] = [ N ] x [ m ] = [ kg x m² / s² ]
Da sempre si è parlato di green energy, accostando l’energia al verde della natura, della vitalità, della continua crescita.
Ma il verde ricorda anche il colore del denaro, di quel consumismo che è la causa del continuo creare e distruggere, con l’unico obiettivo di produrre all’infinito.
Oggi è credenza comune il fatto che se una nazione non cresca di un 2 – 3% di PIL all’anno rappresenti un problema, dimenticandoci che, ogni volta che si usa carbone, petrolio o metano per ottenere energia, si produce una quantità di CO² pari a circa tre volte il loro peso.
Siamo indotti a sostituire continuamente qualsiasi bene in nostro possesso, senza però tener conto di quanto sia il “costo energetico” di quello stesso bene.
Quando acquistiamo un computer, ad esempio, controlliamo quella che è la potenza che assorbirà, il suo numero di W per intenderci, dimenticandoci che per fare quello stesso computer sono stati necessari in media 270 kg di petrolio, circa 3 volte la quantità di energia che userà durante la sua intera vita utile.
L’energia che andiamo a produrre nel XXI secolo deve avere un altro colore, quello dell’ispirazione, dell’armonia e della purezza, ma soprattutto quello della piena consapevolezza.
Il bianco è da sempre considerato il colore della vita, del candido.
Bianco è il latte che ci alimenta nel primo periodo della nostra vita e bianco è il colore di un paesaggio innevato, che ci lascia esterrefatti ad ammirare la bellezza della natura.
Bianco è il colore di un foglio nuovo su cui ricominciare a progettare un futuro diverso, in cui la corsa all’energia possa essere sostituita da un’energia naturale, distribuita in maniera quasi uniforme lungo il nostro pianeta, e dunque con meno disuguaglianze.

Bianco, dopotutto, è il colore che si ottiene nella sintesi additiva.
E’ il colore della totalità di tutte quelle sfumature che i nostri occhi riescono a vedere, in contrapposizione al buio, alla mancanza di luce, alla paura e alla notte.
Bianco è il colore di Dio, da sempre il simbolo della perfezione dell’universo, perché, come citano parecchi fisici, arriveremo a comprendere e a descrivere tramite equazioni qualsiasi evento che ci vede protagonisti, ma non potremo mai capire chi possa aver creato la matematica, questa perfezione che da sempre è responsabile di tutto.
White energy è la traduzione inglese di tutto ciò che è stato descritto, con la caratteristica di presentare nel proprio acronimo proprio il messaggio di ciò che c’è da compiere. WE, noi, perché è solo da noi stessi che può partire il cambiamento e siamo soprattutto noi i responsabili del nostro futuro.
