Per capire che sei a tavola con un imprenditore, non c’è bisogno di fare domande. Il pasto è frugale, veloce per non perdere troppo tempo; tra le partite della domenica e la sua vacanza in Egitto si trova sempre il collegamento per tornare sull’ultima riunione; lo guardi farsi serio mentre ti scandisce lentamente i dettagli e infine ti fissa per accertarsi che siano ben compresi.
Diversamente dal tuo collega, non si parla solo di donne e del venerdì sera: il pensiero del lavoro torna ciclicamente e, ancor più della tematica, ti colpisce l’approccio. Non lo senti mai piangersi addosso e lamentarsi della crisi, di una situazione stagnante del settore o delle tasse. Lui ti parla di produttività. Bisogna produrre di più.
La parola prediletta è efficacia e qui potrebbe raccontarti aneddoti per ore.
Medici e psicologi, la causa principale delle gastriti di questi individui è tutta lì. La domanda che ripetutamente si fanno di notte, mentre con gli occhi sbarrati fissano il soffitto, è sempre la stessa: “perché l’azienda non decolla?!?”.
La grande differenza tra un imprenditore, e non, è proprio lì: il secondo ti parla di efficienza, mentre il datore di lavoro ti parlerà sempre di efficacia.
